di admin,
in Comunità
1 December 2008 – 07:53
In questi giorni Microsoft ha reso pubblici i dati della ricerca sulla Cyberchondria
Da questi dati si evince che molti utenti cercano su internet quindi sui motori di ricerca le proprie patologie e i sintomi del proprio disturbo da integrare alle informazioni fornite dal proprio medico. Ma dalla ricerca si nota che internet ha la potenzialità di accrescere l’ansia delle persone che hanno poche conoscenze nel campo, soprattutto quando queste utilizzano il web per ottenere una diagnosi ai propri mali.

Questi dati non sono da vedere come un monito “Non consultate internet per informazioni su patologie o sintomi” (come hanno fatto molti giornali e blog) ma come un avvertenza. Internet è un grande raccoglitore dove non tutto è certificato, non tutte le informazioni sono veritiere, quindi “su ogni cosa” c è da applicare un filtro e non credere al solito asino che vola ed allarmasi.
di admin,
in Comunità
28 November 2008 – 06:40
Su Nòva di Giovedi 27 Novembre a pagina 4 vi è una ricerca su facebook fatta dal sole24ore. Hanno partecipato a questo sondaggio 2.500 utenti dal 15 al 24 novembre con il questionario online del blog Nova24.

Eccovi i risultati:
Usi Facebook ? Si (71,48 %) No (28,52 %)
Che cosa ti piace ? Ritrovare amici e nuove conoscenze (60%) La possibilità di espansione (23 %) I giochi (8%)
Cosa non ti piace ? Richieste di amicizia da sconosciuti (55%) Le applicazioni invasive e confuse (40%) Venire “taggato” a mia insaputa (10%)
Come lo usi ? Amicizia (43,46%) Divertimento (42,46%) Lavoro (9,01%) Altri (5,07%)
Hai letto le condizioni ? Si (35,47%) No (64,53%)
Quanto tempo ogni giorno ? Da 10 a 30 minuti (35,54%) Meno di 10 minuti (27,92%) Da 30 minuti ad 1 ora (22,95%) Da 1 a 2 ore (2,73%)
Quando lo usi ? Nel tempo libero (35,29%) Sul computer privato (31,85%) Al lavoro (17,70%) Sul computer aziendale (12,85 %) Altri (2,31%)
Lo usi sul cellulare ? Si (15,07%) No (84,93%)
Possiedi un blog ? Si (22,10%) No (77,90%)
di admin,
in web 2.0
21 November 2008 – 13:08
Un altro mondo virtuale chiude. Questa credo sia la prova che certifichi la mia teoria, la bolla del mondo virtuale è scoppiata ed ormai l’andamento è in forte declino.
” Lively si prepara a chiudere i battenti. Google ha annunciato ufficialmente l’intenzione di bloccare il progetto allo scadere del 31 dicembre 2008 ”

L’unica applicazione che ancora oggi vive ed ha un bacino di utenti consistente è Second Life ( che ha quasi le stesse capacità di Lively) fondata nel 2003, ha saputo sfruttare l’entusiasmo e la sorpresa della nuova tecnologia, ma che ormai come testimoniano le statistiche anche essa è in calo.
Girando i vari seminari, convegni, presentazioni, conferenze e tanto altro ho notato che molti ” Manager ” si vantano del entrata virtuale della propria azienda su Second Life, del loro investimento, del loro essere avanti. Ma c’è da vantarsi di questo ? Del entrata in un settore solo per pubblicità in un mondo in declino, dove un “edifico virtuale avvenerisctico” li identifichi, ma che poi non fa nul altro che una presenza estetica con funzionalità zero, dell’uscita monetaria di denaro per mantenere l’isola e dargli un afflusso di utenti necessario ? Io credo proprio di no, al massimo c’era da vantarsene al lancio e dell’essere già presenti in questa realtà..
Qualche giorno fa ho partecipato alla presentazione del libro Impresa 4.0 di Marco Cammisari Calzolari e Francesco Giacomazzi al Politecnico di Milano. Ero presente in aula, ma causa sciopero dei mezzi ho assistito a metà dibattito.
Considero il libro un ottima risorsa e ben fatto, le idee sono state raccolte in maniera chiara e precisa e lo schema delle 4 direzioni è un ottima idea per strutturare il tutto.

Però ho visto che molti dei presenti prendevano appunti, questo mi ha fatto capire che il livello dirigenziale e manageriale italiano parla molto di web ed innovazione, ma in realtà non sa molto e lo sa solo per sentito dire.
“Investiremo, investiremo, investiremo” questa è la risposta di tutti i manager quando gli si chiede come nel futuro la tecnologia e il web andranno ad aiutare e migliorare le relazioni interne/esterne aziendali (lo schema a 4 direzioni del libro rende bene l’idea), ma quasi la totalità di essi non sa neanche quali sono questi strumenti su cui investire, non sa che la maggior parte di essi sono “free” quindi forse non cè da investire ma da ristrutturare dei processi aziendali di rendere sempre fruibili le informazioni e non focalizzarsi sui vecchi schemi aziendali, di fare comunicare i propri dipendenti, non tramite una semplice telefonata ma con strumenti molto più potenti, creare una sorta di “relazione interna” dove tutti si sentono partecipi all attività produttiva e possono andare fieri di aver creato un piccolo pezzo del prodotto finale.
di admin,
in Comunità
5 November 2008 – 13:42
La “bolla” (se può definirsi tale ancora non si sa) dei Social Network è scoppiata, con il suo apice in Facebook. Basta vedere le iscrizioni delle persone del mio paesino di residenza, 120 iscritti da marzo ad oggi in un paese di 3000 anime ( quindi togliendo bambini ed anziani e restringendo il target nella categoria: 15/50 anni, troviamo al massimo 1000 persone ).

Questo testimonia che sempre più utenti, quindi persone fisiche condividono la loro vita sociale sul network: i propri impegni le proprie immagini, le proprie attività, passioni, amori è tanto altro. Non credo che nessuno dei “miei” 120 utenti abbia letto l’informativa sulla privacy. Non l ho fatto neanche io..
Se si scrive li, ci sarà un perchè ? Per il desiderio di farsi vedere da altri, quindi non avere più una privacy, condividendo quello che si fa durante la giornata, le nostre foto personali, i nostri amori ecc ecc. Lo si fa solo perchè lo si vuole. Quindi non è definibile come “privacy” no ?
Quindi non cè da stupirsi se una grande azienda ( in Italia non è ancora molto sviluppato) quando decide di assumere personale “indaga” sui propri candidati nei vari Sociale Network no ? E scoprendo molto di più di quello che si riesce a capire da un semplice colloquio della durata di massimo 20 minuti. Abitudini ? Preferenze ? Attitudini ? è tutto li, tutto a portata di click..