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	<title>Giuseppe Labanca &#187; Comunità</title>
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	<description>Web 2.0 e Comunicazione Digitale</description>
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		<title>Digital Diary of Basilicata</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 11:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vi parlo di un progetto digitale di una regione del sud Italia, la Basilicata. Sette giovani artisti, in tour per sette giorni tra le bellezze lucane, hanno realizzato sette video che racconteranno sul web la Basilicata turistica utilizzando i linguaggi e le strategie del marketing e della comunicazione. L&#8217;iniziativa si chiama Digital Diary ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi parlo di un progetto digitale di una regione del sud Italia, la Basilicata.</p>
<p>Sette giovani artisti, in tour per sette giorni tra le bellezze lucane, hanno realizzato sette video che racconteranno sul web la Basilicata turistica utilizzando i linguaggi e le strategie del marketing e della comunicazione.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/UUap7orgvpU?hd=1" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>L&#8217;iniziativa si chiama Digital Diary ed è nata da una idea dell’Apt Basilicata che ha selezionato, con bando pubblico i 7 artisti, videomaker, blogger e creativi di tutto il mondo, tutti al di sotto dei 35 anni, con lo scopo di ottenere video-racconti creati in esclusiva in una prospettiva nuova, giovane e poco formale, nonché di inserirsi con lavori realizzati ad hoc in svariate piattaforme web attraverso una diffusione di marketing virale.</p>
<p>Questi i nomi dei sette artisti:</p>
<p>Haleigh Walsworth, 23 anni, californiana e vive a Parigi,Caspar Diederik, 32 anni da Haarlem, Olanda, Erica Kobren, 25 anni dalla Virginia, USA, Matthew Brown, 27 anni da Seattle, USA, Christopher Tierney, 29 anni da Galway, Irlanda, Mark Hofmeyr, 30 anni di Città del Capo, Sud Africa e Luca Acito, 33 anni di Matera.</p>
<p>In questi sette giorni, i sette protagonisti, hanno percorso circa 1.200 km in auto, in barca, a piedi, in quad e persino trainati da buoi. Gli artisti anno visitato la Basilicata dal 25 settembre scorso al 1° ottobre, partendo da Matera per approdare alla città fantasma di Craco Vecchia, proseguire per il quartiere arabo della Rabatana di Tursi, il Parco del Pollino, il Volo dell’Angelo a Castelmezzano, a Maratea, Barile e in molti altri luoghi magici da loro scelti.</p>
<p>Vi invito a visionare il canale youtube <a href="http://www.youtube.com/digitaldiaryitaly">DigitalDiaryItaly</a> dove troverete tutti i video del progetto.</p>
<p>Insomma, una bella iniziativa, non troppo costosa che punta ad un pubblico giovane e fa conoscere e valorizza una regione del sud Italia. I video sono ben fatti, si discostano dal tradizionale documentario lento e noioso. Come si vede dal backstage per la realizzazione, sono stati utilizzati sia videocamere che fotocamere dslr. Per curare il web format, l’Apt Basilicata si è avvalsa dei servizi di Mikaela Bandini, conosciuta nel web per progetti come: Viaggi di Architettura e Urban Italy.</p>
<p>Bella idea!</p>
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		<title>Io sono Paola.</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 15:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221; Si chiama Paola. Paola Caruso. E’ una giovane giornalista. Precaria. Come tanti. Come troppi. Ha deciso di fare lo sciopero della fame per protestare contro la mancata assunzione al Corriere della Sera. Da sette anni lavora per il Corriere, da tre anni ha un contratto di collaborazione coordinata e continuata (co.co.co), cedolino, Cud, con il quotidiano di via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://paz83.files.wordpress.com/2010/11/iosonopaola.png" alt="" width="250" height="250" /></p>
<p><em>&#8221; Si chiama Paola. <strong>Paola Caruso</strong>. E’ una giovane giornalista. Precaria. Come tanti. Come troppi. Ha deciso di fare <strong>lo sciopero della fame</strong> per protestare contro la mancata assunzione al Corriere della Sera. Da sette anni lavora per il <strong>Corriere</strong>, da tre anni ha un contratto di collaborazione coordinata e continuata (co.co.co), cedolino, Cud, con il quotidiano di <strong>via Solferino</strong>. Ma quando si è liberato un posto (a tempo determinato) per le dimissioni di un redattore, l’azienda le ha preferito un ragazzo proveniente dalle scuole di giornalismo. Che si tratti di una di quelle scuole dove insegnano, lautamente pagati, alcuni dei direttori e delle principali firme dei più grandi quotidiani nazionali, che sono poi i giornalisti che danno disposizioni su chi deve essere assunto e chi no nelle loro testate? <a href="http://paolacars.tumblr.com/" target="_blank"><strong>Dal blog di Paola</strong></a> non si capisce. Ma il dubbio resta.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Andiamo avanti. Scrive Paola sul suo sito: “Aspetto da tempo un contratto migliore, tipo un art. 2. Per raggiungerlo l’iter è la collaborazione. Tutti sono entrati così. E se ti dicono che sei brava, prima o poi arriva il tuo turno. Io stavo in attesa.  La scorsa settimana si è liberato un posto, un giornalista ha dato le dimissioni, lasciando una poltrona (a tempo determinato) libera. Ho pensato: “Ecco la mia occasione”.</p>
<p><em>Neanche per sogno. Il posto è andato a un pivello della scuola di giornalismo. Uno che forse non è neanche giornalista, ma passa i miei pezzi. Ho chiesto spiegazioni: “Perché non avete preso me o uno degli altri precari?”. Nessuna risposta. L’unica frase udita dalle mie orecchie: “Non sarai mai assunta”. <strong>Non posso pensare di aver buttato 7 anni della mia vita</strong>. A questo gioco non ci sto. Le regole sono sbagliate e vanno riscritte. Probabilmente farò un buco nell’acqua, ma devo almeno tentare. Perché se accetto in silenzio di essere trattata da giornalista di serie B, nessuno farà mai niente per considerarmi in modo diverso”. <strong>Forza Paola</strong>. &#8220;</em></p>
<p><em>FORZA PAOLA, NON MOLLARE !</em></p>
<p>Via: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/14/entro-anchio-no-tu-no/76927/">ilfattoquotidiano.it</a></p>
<p>Gruppo Facebook: <a href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_128788373846486&amp;ap=1">http://www.facebook.com/home.php?sk=group_128788373846486&amp;ap=1</a></p>
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		<title>Il sito che segnala gli uomini da evitare.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Ricreazione..]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alla rete molte idee stravaganti, semplici e utili vengono messe a disposizione di tutti. Oggi vi propongo il primo sito che segnala gli uomini da evitare. In questo sito sono riportate le segnalazioni di donne che hanno conosciuto o incontrato persone che: fingevano, tartassavano di telefonate, facevano appostamenti, infastidivano e tanto altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla rete molte idee stravaganti, semplici e utili vengono messe a disposizione di tutti. Oggi vi propongo il <a href="http://www.relazionecomplicata.it/uomini-da-evitare/">primo sito</a> che segnala gli uomini da evitare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2008/03/uomo-donna.jpg" alt="" width="232" height="240" /></p>
<p>In questo sito sono riportate le segnalazioni di donne che hanno conosciuto o incontrato persone che: fingevano, tartassavano di telefonate, facevano appostamenti, infastidivano e tanto altro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caso: Google Video</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 16:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Non esiste la sconfinata prateria di internet dove tutto è permesso e niente può essere vietato, pena la scomunica mondiale del popolo del web. Esistono invece leggi che codificano comportamenti che creano degli obblighi che ove non rispettati conducono al riconoscimento di una penale responsabilità&#8221;. Cosi scrive il giudice Oscar Magi per motivare la condanna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non esiste la sconfinata prateria di internet dove tutto è permesso e niente può essere vietato, pena la scomunica mondiale del popolo del web. Esistono invece leggi che codificano comportamenti che creano degli obblighi che ove non rispettati conducono al riconoscimento di una penale responsabilità&#8221;. Cosi scrive il giudice Oscar Magi per motivare la condanna inflitta il 24 febbraio dal tribunale di Milano a tre dirigenti di Google.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://static.blogo.it/downloadblog/googlelogo2giugno.jpg" alt="" width="432" height="190" /></p>
<p>&#8220;L&#8217;informativa sulla privacy&#8221;, scrive il giudice Magi, &#8220;era del tutto carente o comunque talmente nascosta nelle condizioni generali del contratto da risultare assolutamente inefficace per i fini previsti dalla legge&#8221;. La condanna dei dirigenti di Google, infatti, chiarisce il magistrato, &#8220;non viene qui costruita sulla base di un obbligo preventivo di controllo sui dati immessi&#8221;, ma per &#8220;un insufficiente (e colpevole) comunicazione degli obblighi di legge&#8221;, riguardo l&#8217;informativa sulla privacy.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/12/news/condanna_a_google_le_motivazioni_internet_non_prateria_dove_tutto_permesso-3292702/">repubblica.it</a></p>
<p>Oggi il giudice ha chiarito le cose sul caso Google. In molti in questo ultimo mese si erano mobilitati per la causa, anche l&#8217;ambasciata Usa a Roma aveva criticato la sentenza,  sostenendo che «il principio fondamentale della libertà di internet è  vitale per le democrazie», ma le polemiche non si placano, in molti rivendicano la &#8220;bontà&#8221; di Google e di punire non il mezzo su cui viene veicolato il video ma gli autori dello stesso. Il giudice però, mette in risalto che la condanna di Google, &#8220;non viene qui costruita sulla base di un obbligo preventivo di  controllo sui dati immessi&#8221; ma, per &#8220;un insufficiente (e colpevole) comunicazione degli obblighi di legge&#8221;, riguardo l&#8217;informativa sulla privacy.</p>
<p>In parole semplici, si legge nelle motivazioni, &#8220;la scritta sul muro non costituisce reato per il proprietario del muro. Ma il suo sfruttamento commerciale può esserlo, in determinati casi e determinate circostanze&#8221;. La responsabilità dolosa dei tre dirigenti è stata riconosciuta nel &#8220;fine di profitto&#8221; e del &#8220;interesse economico&#8221;. Per accertare l&#8217;illecito trattamento di dati personali e sensibili serve, come chiarisce il giudice &#8220;il fine di profitto, richiesto dalla norma specificamente per la sussistenza del dolo&#8221;. E nel caso concreto, prosegue il magistrato, tale fine &#8220;era, evidentemente, ricollegabile alla interazione commerciale ed operativa esistente tra Google Italy e Google Video&#8221;.</p>
<p>Google afferma : &#8220;Come abbiamo detto nel momento in cui la sentenza è stata annunciata, questa condanna attacca i principi stessi su cui si basa internet. Se questi principi non venissero rispettati, il web così come lo conosciamo cesserebbe di esistere e sparirebbero molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologiche che porta con sè. Si tratta di importanti questioni di principio&#8221;, conclude la società, &#8220;ed è per questo che noi e i nostri dipendenti faremo appello contro questa decisione&#8221;.</p>
<p><a href="http://speciali.espresso.repubblica.it//pdf/Motivazioni_sentenza_Google.pdf">Qui</a> la sentenza completa.</p>
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		<title>WePad il tablet europeo ?</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 23:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tablet wePad  di Neofonie è quasi pronto ed è davvero interessante. Ha uno schermo da 11,6 pollici ma soprattutto ha come sistema operativo Android.  Un dispositivo che potenzialmente  ha tutte le caratteristiche tecniche per mettere in seria difficoltà l’iPad di Apple. Lo schermo ha una risoluzione di 1366×768 pixel, un processore Intel Atom N450 a 1,66 GHz di frequenza, unità grafica Intel GMA3150, unità di memoria flash da 16GB o 32GB NAND (+ slot microSD), una webcam integrata, due porte USB, un lettore di schede di memoria e un modem UMTS/HSDPA. Lo schermo sarà capacitivo e supporterà il multitouch,  saranno disponibili le tecnologie Air e Flash di Adobe integrate nel browser e nel sistema, così come il Market di Android e un market appositamente sviluppato da Neofonie ed un prezzo non ancora dichiarato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni tutti parlano del nuovo dispositivo Apple, iPad. Tra pochi giorni questo sarà commercializzato, prima negli Stati Uniti e poi in Europa e quindi anche a noi utenti italiani.  In molti si chiedono se sarà un grande successo o un grande flop.</p>
<p>Tutti si chiedono se<em>:</em><strong> Apple riuscirà a cambiare le abitudini di molti utenti? Riuscirà a commercializzare il suo device? Riuscirà a portare tutti i contenuti cartacei &#8220;dentro&#8221; il suo prodotto?</strong></p>
<p>Molte risposte, le avremo tra non molti giorni, ma quello che mi preme segnalare e che nuovi dispositivi e nuovi contenuti sono pronti altrove.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.giuseppelabanca.com/archivio/wepad.jpg" alt="" width="580" height="308" /></p>
<p>Il tablet <a href="http://wepad.mobi/">wePad</a> di Neofonie è quasi pronto ed è davvero interessante. Ha uno schermo da 11,6 pollici ma soprattutto ha come sistema operativo Android.  Un dispositivo che potenzialmente  ha tutte le caratteristiche  tecniche per mettere in seria difficoltà l’iPad di Apple. Lo schermo ha una risoluzione di 1366×768 pixel, un processore  Intel Atom N450 a 1,66 GHz di frequenza, unità grafica Intel GMA3150,  unità di memoria flash da 16GB o 32GB NAND (+ slot microSD), una webcam  integrata, due porte USB, un lettore di schede di memoria e un modem  UMTS/HSDPA. Lo schermo sarà capacitivo e supporterà il multitouch,   saranno disponibili le tecnologie Air e Flash di Adobe integrate nel  browser e nel sistema, così come il Market di Android e un market  appositamente sviluppato da Neofonie ed un prezzo non ancora dichiarato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.giuseppelabanca.com/archivio/editori.JPG" alt="" width="334" height="259" /></p>
<p><a href="http://eu.techcrunch.com/2010/03/29/europes-biggest-publisher-embraces-the-wepad/">Notizia</a> di oggi è che: Il più grande editore <a href="http://www.guj.de/index_en.php4"> tedesco Gruner + Jahr di  Amburgo</a>, abbia deciso di fare a meno di iPad per la  distribuzione dei contenuti delle sue 285 pubblicazioni periodiche, in  più di 20 paesi.</p>
<p>Ma quello che alletta gli editori europei (Gruner non è l’unico, per  ora, ad aver mostrato interesse per il WePad, anche in Italia non risultano accordi tra Apple ed editori nazionali) è anche la <a href="http://www.neofonie.de/pdf/neofonie_Factsheet_WePad_english.pdf">piattaforma  WeMagazine</a>, appositamente sviluppata dalla Neofonie per facilitare  la conversione a un formato “tablet” dei magazine cartacei. Una sorta di  SDK solo per riviste.</p>
<p>Vedremo quale sarà lo scenario nei prossimi mesi. Sarà premiato l&#8217; appeal di Apple ? Microsoft entrerà in maniera prepotente nel settore ? e WePad ?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alla &#8220;riscoperta&#8221; di Internet</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 08:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni in molti hanno dovuto ricredersi sulle potenzialità di internet.  Si &#8220;riscoprono&#8221;  funzioni utili che da molti erano state ignorate e che ora vengono usate per veicolare informazioni, idee, propagande, politica. Su Facebook i gruppi pro o contro quel candidato non si contano più, le fan page aumentano a vista d&#8217;occhio, gli inviti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni in molti hanno dovuto ricredersi sulle potenzialità di internet.  Si &#8220;riscoprono&#8221;  funzioni utili che da molti erano state ignorate e che ora vengono usate per veicolare informazioni, idee, propagande, politica.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://scottmingus.files.wordpress.com/2008/10/vote.jpg" alt="" width="249" height="302" /></p>
<p>Su Facebook i gruppi pro o contro quel candidato non si contano più, le fan page aumentano a vista d&#8217;occhio, gli inviti ad eventi elettorali, manifestazioni sono uno strumento sempre più utilizzato, nascono blog dove il partito o il singolo candidato si confronta con i possibili elettori, nascono web tv dove si tengono dibattiti politici (non consentiti sulla tv di stato) viene usato youtube  per documentare il lavoro svolto o le promesse non mantenute.</p>
<p>Si riscopre internet come strumento di comunicazione, si riscopre, quanto internet è potente e che con piccole iniziative non molto dispendiose sia a livello economico che umano si riesca a inviare un messaggio a molti utenti (elettori).</p>
<p>Peccato che finite le elezioni tutto finisce.</p>
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		<title>Vodafone vs Google</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Il potere logora le menti o logora chi non ce l&#8217;ha ? Da qualche giorno la lista dei nemici di google si è riempita di nomi e aziende rilevanti. L&#8217;ultimo in ordine di tempo è particolarmente &#8220;pesante&#8221;, è Vodafone. Vittorio Colao (A.D. del gruppo) in un&#8217;intervista al Wall Street Journal polemizza con il motore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il potere logora le menti o logora chi non ce l&#8217;ha ?</p>
<p>Da qualche giorno la lista dei nemici di google si è riempita di nomi e aziende rilevanti. L&#8217;ultimo in ordine di tempo è particolarmente &#8220;pesante&#8221;, è Vodafone. Vittorio Colao (A.D. del gruppo) in un&#8217;intervista al <a href="http://online.wsj.com/public/page/news-tech-technology.html"><em>Wall Street  Journal</em> </a>polemizza con il motore di ricerca accusandolo di  monopolizzare il mercato della pubblicità online. In particolare chiede alle autorità antitrust di fare attenzione al fatto che &#8220;<strong>l&#8217;80%  della publicità online finisce su un unico canale</strong>&#8220;, cioè su Google. &#8220;Riguardo a Google &#8211; dice l&#8217;a.d. di Vodafone &#8211;  dobbiamo essere in grado di accordarci liberamente sulla catena del  valore&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.raneri.it/blog/eng/wp-content/uploads/2009/09/google_evil.png" alt="" width="276" height="276" /></p>
<p>L&#8217;amministratore delegato di Google, <strong>Eric Schmidt ribatte che la  percezione che la sua azienda stia cercando di danneggiare le compagnie  wireless è sbagliata</strong> e che lavorare con Google nel settore  della banda larga puo&#8217; diventare molto redditizio: &#8220;Vi assicuro &#8211; dice &#8211;  che le società di telefonia mobile potranno avere in molti modi un  ritorno di profitti&#8221;.</p>
<p>Il famoso motto &#8220;don&#8217;t be evil&#8221; è in pericolo ?</p>
<p>Vi dico la mia:  Tutte le Aziende che hanno molta &#8220;fama&#8221;  e in mano, milioni e milioni di utenti/consumatori non sono ben viste da nessuno quasi mai. Vi porto ad esempio il caso Microsoft che da molti è considerata ancora oggi il male. Google soffre di questa malattia e soffre anche un pò di &#8220;protagonismo&#8221; , cioè voler entrare in molti settori che  fino a poco tempo fa, non avevano nulla a che fare con le proprie ricerche:  il settore della telefonia, il settore del socialmedia, dei sistemi operativi e tanti altri. Oltre questa invasione c&#8217;è stata anche qualche mossa sbagliata dell&#8217;Azienda, come: la questione sulla privacy di buzz, l&#8217;annuncio del ritiro dalla Cina e poi il clamoroso dietrofront, il porsi in contrasto con l&#8217;amico Apple e tanti altri micro casi che stanno mettendo in cattiva luce Google.</p>
<p>Riuscirà Google a ritornare pulita ?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brava RAI</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Brava RAI. Negli ultimi mesi ho notato che la madre di tutte le televisioni italiane sta puntando molto sul web. In primis con un sito ben fatto dove si posso vedere e rivedere le proprie trasmissioni preferite,  poi con la visione in live streaming di quasi tutti i suoi canali e in fine con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brava RAI.</p>
<p>Negli ultimi mesi ho notato che la madre di tutte le televisioni italiane sta puntando molto sul web. In primis con un sito ben fatto dove si posso vedere e rivedere le proprie trasmissioni preferite,  poi con la visione in live streaming di quasi tutti i suoi canali e in fine con la presenza sui maggiori Social Network dove dispensa utili notizie a tutti i suoi utenti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.trackback.it/img/logo_raitv.gif" alt="" width="183" height="86" /></p>
<p>I numeri resi pubblici dall&#8217; <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2010/02/04/visualizza_new.html_1680472954.html">Ansa</a> confermano ciò,  infatti:</p>
<p>&#8220;La Rai a gennaio 2010 raggiunge il suo nuovo record assoluto con 7,2 milioni di utenti unici. Sono 116,6 milioni le pagine viste. I portali, rispetto a gennaio 2009, mettono cosi&#8217; a segno un +25% per gli utenti unici e +29% per le pagine viste, crescendo del 12% e del 15% sul mese precedente. A trainare l&#8217;offerta e&#8217; Rai.tv che, tra i canali in diretta e l&#8217;on demand, a gennaio tocca 2,6 milioni di utenti unici e 33,7 milioni di pagine viste.&#8221;</p>
<p>Da pochi giorni anche su Twitter si nota la sua presenza (<a href="https://twitter.com/RaiTv">@RaiTV</a>) con già molti followers e following per fare tesoro di tutti i consigli proposti dagli utenti.</p>
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		<title>La crisi del settore &#8220;Stampa&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 07:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti ne parlano di questa crisi del settore cartaceo e dell&#8217;editoria in generale da più di un anno. In tutte le manifestazioni, le riunioni o gli incontri in cui prendono la parola responsabili di riviste o di qualsiasi cosa che abbia a che fare con questo settore, non fa altro che dire: &#8220;Siamo in crisi&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti ne parlano di questa crisi del settore cartaceo e dell&#8217;editoria in generale da più di un anno. In tutte le manifestazioni, le riunioni o gli incontri in cui prendono la parola responsabili di riviste o di qualsiasi cosa che abbia a che fare con questo settore, non fa altro che dire: &#8220;Siamo in crisi&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.vurdon.it/giornali.gif" alt="" width="345" height="259" /></p>
<p>In molti individuano nella rete e nell&#8217;avvento delle nuove tecnologie, le cause di questa crisi. La cosa che mi stupisce però è che nessuno cerca un rimedio o un evoluzione dei mezzi esistenti.</p>
<p>Uno dei mezzi per risollevare il settore possono essere gli ebook readers (kindle, ecc..) ma guardando su internet ho notato che in Italia sono disponibili solo due quotidiani in forma elettronica: <a href="http://www.amazon.com/La-Stampa/dp/B002HMCRJQ/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=digital-text&amp;qid=1255096490&amp;sr=1-1">LA STAMPA</a> e <a href="http://www.amazon.com/Corriere-Della-Sera/dp/B000IY0BIO">Il Corriere della Sera</a>. Per non parlare poi dei libri veri e propri che sono pochissimi e hanno lo stesso costo di un libro cartaceo.</p>
<p>Altro mezzo che può risollevare questo settore è quello delle news a pagamento che tanto piace a Murdoch che però prevede una grossa ristrutturazione dei siti delle testate. Basta con questi siti dove le &#8220;notizie spazzatura&#8221; regnano, basta con questi siti vetrina. Create dei siti a cui l&#8217;utente possa accedere mediante un costo forfettario e leggere le notizie che preferisce.</p>
<p>Questa crisi ogni giorno peggiora, è inutile restare a guardarla perchè non è una cosa passeggera, bisogna affrontarla con scelte ponderate e con un pizzico di rischio.  Aspettare ancora e fossilizzarsi su quello che si ha ora potrebbe rivelarsi una cattiva scelta.</p>
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		<title>Nuova interfaccia per MSN</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 10:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[home]]></category>
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		<description><![CDATA[Cambia l&#8217;interfaccia grafica di MSN. Al seguente link si può ammirare ed utilizzare la preview del popolare motore di ricerca di casa Microsoft.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cambia l&#8217;interfaccia grafica di MSN. Al seguente <a href="http://www.msn.com/preview.aspx">link</a> si può ammirare ed utilizzare la preview del popolare motore di ricerca di casa Microsoft.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.giuseppelabanca.com/archivio/MSN.png" alt="" width="540" height="367" /></p>
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