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	<title>Giuseppe Labanca &#187; Comunità</title>
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	<description>Web 2.0 e Comunicazione Digitale</description>
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		<title>Il sito che segnala gli uomini da evitare.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricreazione..]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alla rete molte idee stravaganti, semplici e utili vengono messe a disposizione di tutti. Oggi vi propongo il primo sito che segnala gli uomini da evitare.

In questo sito sono riportate le segnalazioni di donne che hanno conosciuto o incontrato persone che: fingevano, tartassavano di telefonate, facevano appostamenti, infastidivano e tanto altro.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla rete molte idee stravaganti, semplici e utili vengono messe a disposizione di tutti. Oggi vi propongo il <a href="http://www.relazionecomplicata.it/uomini-da-evitare/">primo sito</a> che segnala gli uomini da evitare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2008/03/uomo-donna.jpg" alt="" width="232" height="240" /></p>
<p>In questo sito sono riportate le segnalazioni di donne che hanno conosciuto o incontrato persone che: fingevano, tartassavano di telefonate, facevano appostamenti, infastidivano e tanto altro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caso: Google Video</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 16:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Non esiste la sconfinata prateria di internet dove tutto è permesso e niente può essere vietato, pena la scomunica mondiale del popolo del web. Esistono invece leggi che codificano comportamenti che creano degli obblighi che ove non rispettati conducono al riconoscimento di una penale responsabilità&#8221;. Cosi scrive il giudice Oscar Magi per motivare la condanna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non esiste la sconfinata prateria di internet dove tutto è permesso e niente può essere vietato, pena la scomunica mondiale del popolo del web. Esistono invece leggi che codificano comportamenti che creano degli obblighi che ove non rispettati conducono al riconoscimento di una penale responsabilità&#8221;. Cosi scrive il giudice Oscar Magi per motivare la condanna inflitta il 24 febbraio dal tribunale di Milano a tre dirigenti di Google.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://static.blogo.it/downloadblog/googlelogo2giugno.jpg" alt="" width="432" height="190" /></p>
<p>&#8220;L&#8217;informativa sulla privacy&#8221;, scrive il giudice Magi, &#8220;era del tutto carente o comunque talmente nascosta nelle condizioni generali del contratto da risultare assolutamente inefficace per i fini previsti dalla legge&#8221;. La condanna dei dirigenti di Google, infatti, chiarisce il magistrato, &#8220;non viene qui costruita sulla base di un obbligo preventivo di controllo sui dati immessi&#8221;, ma per &#8220;un insufficiente (e colpevole) comunicazione degli obblighi di legge&#8221;, riguardo l&#8217;informativa sulla privacy.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/12/news/condanna_a_google_le_motivazioni_internet_non_prateria_dove_tutto_permesso-3292702/">repubblica.it</a></p>
<p>Oggi il giudice ha chiarito le cose sul caso Google. In molti in questo ultimo mese si erano mobilitati per la causa, anche l&#8217;ambasciata Usa a Roma aveva criticato la sentenza,  sostenendo che «il principio fondamentale della libertà di internet è  vitale per le democrazie», ma le polemiche non si placano, in molti rivendicano la &#8220;bontà&#8221; di Google e di punire non il mezzo su cui viene veicolato il video ma gli autori dello stesso. Il giudice però, mette in risalto che la condanna di Google, &#8220;non viene qui costruita sulla base di un obbligo preventivo di  controllo sui dati immessi&#8221; ma, per &#8220;un insufficiente (e colpevole) comunicazione degli obblighi di legge&#8221;, riguardo l&#8217;informativa sulla privacy.</p>
<p>In parole semplici, si legge nelle motivazioni, &#8220;la scritta sul muro non costituisce reato per il proprietario del muro. Ma il suo sfruttamento commerciale può esserlo, in determinati casi e determinate circostanze&#8221;. La responsabilità dolosa dei tre dirigenti è stata riconosciuta nel &#8220;fine di profitto&#8221; e del &#8220;interesse economico&#8221;. Per accertare l&#8217;illecito trattamento di dati personali e sensibili serve, come chiarisce il giudice &#8220;il fine di profitto, richiesto dalla norma specificamente per la sussistenza del dolo&#8221;. E nel caso concreto, prosegue il magistrato, tale fine &#8220;era, evidentemente, ricollegabile alla interazione commerciale ed operativa esistente tra Google Italy e Google Video&#8221;.</p>
<p>Google afferma : &#8220;Come abbiamo detto nel momento in cui la sentenza è stata annunciata, questa condanna attacca i principi stessi su cui si basa internet. Se questi principi non venissero rispettati, il web così come lo conosciamo cesserebbe di esistere e sparirebbero molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologiche che porta con sè. Si tratta di importanti questioni di principio&#8221;, conclude la società, &#8220;ed è per questo che noi e i nostri dipendenti faremo appello contro questa decisione&#8221;.</p>
<p><a href="http://speciali.espresso.repubblica.it//pdf/Motivazioni_sentenza_Google.pdf">Qui</a> la sentenza completa.</p>
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		<title>WePad il tablet europeo ?</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 23:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tablet wePad  di Neofonie è quasi pronto ed è davvero interessante. Ha uno schermo da 11,6 pollici ma soprattutto ha come sistema operativo Android.  Un dispositivo che potenzialmente  ha tutte le caratteristiche tecniche per mettere in seria difficoltà l’iPad di Apple. Lo schermo ha una risoluzione di 1366×768 pixel, un processore Intel Atom N450 a 1,66 GHz di frequenza, unità grafica Intel GMA3150, unità di memoria flash da 16GB o 32GB NAND (+ slot microSD), una webcam integrata, due porte USB, un lettore di schede di memoria e un modem UMTS/HSDPA. Lo schermo sarà capacitivo e supporterà il multitouch,  saranno disponibili le tecnologie Air e Flash di Adobe integrate nel browser e nel sistema, così come il Market di Android e un market appositamente sviluppato da Neofonie ed un prezzo non ancora dichiarato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni tutti parlano del nuovo dispositivo Apple, iPad. Tra pochi giorni questo sarà commercializzato, prima negli Stati Uniti e poi in Europa e quindi anche a noi utenti italiani.  In molti si chiedono se sarà un grande successo o un grande flop.</p>
<p>Tutti si chiedono se<em>:</em><strong> Apple riuscirà a cambiare le abitudini di molti utenti? Riuscirà a commercializzare il suo device? Riuscirà a portare tutti i contenuti cartacei &#8220;dentro&#8221; il suo prodotto?</strong></p>
<p>Molte risposte, le avremo tra non molti giorni, ma quello che mi preme segnalare e che nuovi dispositivi e nuovi contenuti sono pronti altrove.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.giuseppelabanca.com/archivio/wepad.jpg" alt="" width="580" height="308" /></p>
<p>Il tablet <a href="http://wepad.mobi/">wePad</a> di Neofonie è quasi pronto ed è davvero interessante. Ha uno schermo da 11,6 pollici ma soprattutto ha come sistema operativo Android.  Un dispositivo che potenzialmente  ha tutte le caratteristiche  tecniche per mettere in seria difficoltà l’iPad di Apple. Lo schermo ha una risoluzione di 1366×768 pixel, un processore  Intel Atom N450 a 1,66 GHz di frequenza, unità grafica Intel GMA3150,  unità di memoria flash da 16GB o 32GB NAND (+ slot microSD), una webcam  integrata, due porte USB, un lettore di schede di memoria e un modem  UMTS/HSDPA. Lo schermo sarà capacitivo e supporterà il multitouch,   saranno disponibili le tecnologie Air e Flash di Adobe integrate nel  browser e nel sistema, così come il Market di Android e un market  appositamente sviluppato da Neofonie ed un prezzo non ancora dichiarato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.giuseppelabanca.com/archivio/editori.JPG" alt="" width="334" height="259" /></p>
<p><a href="http://eu.techcrunch.com/2010/03/29/europes-biggest-publisher-embraces-the-wepad/">Notizia</a> di oggi è che: Il più grande editore <a href="http://www.guj.de/index_en.php4"> tedesco Gruner + Jahr di  Amburgo</a>, abbia deciso di fare a meno di iPad per la  distribuzione dei contenuti delle sue 285 pubblicazioni periodiche, in  più di 20 paesi.</p>
<p>Ma quello che alletta gli editori europei (Gruner non è l’unico, per  ora, ad aver mostrato interesse per il WePad, anche in Italia non risultano accordi tra Apple ed editori nazionali) è anche la <a href="http://www.neofonie.de/pdf/neofonie_Factsheet_WePad_english.pdf">piattaforma  WeMagazine</a>, appositamente sviluppata dalla Neofonie per facilitare  la conversione a un formato “tablet” dei magazine cartacei. Una sorta di  SDK solo per riviste.</p>
<p>Vedremo quale sarà lo scenario nei prossimi mesi. Sarà premiato l&#8217; appeal di Apple ? Microsoft entrerà in maniera prepotente nel settore ? e WePad ?</p>
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		<title>Alla &#8220;riscoperta&#8221; di Internet</title>
		<link>http://www.giuseppelabanca.com/alla-riscoperta-di-internet/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 08:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni in molti hanno dovuto ricredersi sulle potenzialità di internet.  Si &#8220;riscoprono&#8221;  funzioni utili che da molti erano state ignorate e che ora vengono usate per veicolare informazioni, idee, propagande, politica.

Su Facebook i gruppi pro o contro quel candidato non si contano più, le fan page aumentano a vista d&#8217;occhio, gli inviti ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni in molti hanno dovuto ricredersi sulle potenzialità di internet.  Si &#8220;riscoprono&#8221;  funzioni utili che da molti erano state ignorate e che ora vengono usate per veicolare informazioni, idee, propagande, politica.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://scottmingus.files.wordpress.com/2008/10/vote.jpg" alt="" width="249" height="302" /></p>
<p>Su Facebook i gruppi pro o contro quel candidato non si contano più, le fan page aumentano a vista d&#8217;occhio, gli inviti ad eventi elettorali, manifestazioni sono uno strumento sempre più utilizzato, nascono blog dove il partito o il singolo candidato si confronta con i possibili elettori, nascono web tv dove si tengono dibattiti politici (non consentiti sulla tv di stato) viene usato youtube  per documentare il lavoro svolto o le promesse non mantenute.</p>
<p>Si riscopre internet come strumento di comunicazione, si riscopre, quanto internet è potente e che con piccole iniziative non molto dispendiose sia a livello economico che umano si riesca a inviare un messaggio a molti utenti (elettori).</p>
<p>Peccato che finite le elezioni tutto finisce.</p>
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		<title>Vodafone vs Google</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Il potere logora le menti o logora chi non ce l&#8217;ha ?
Da qualche giorno la lista dei nemici di google si è riempita di nomi e aziende rilevanti. L&#8217;ultimo in ordine di tempo è particolarmente &#8220;pesante&#8221;, è Vodafone. Vittorio Colao (A.D. del gruppo) in un&#8217;intervista al Wall Street  Journal polemizza con il motore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il potere logora le menti o logora chi non ce l&#8217;ha ?</p>
<p>Da qualche giorno la lista dei nemici di google si è riempita di nomi e aziende rilevanti. L&#8217;ultimo in ordine di tempo è particolarmente &#8220;pesante&#8221;, è Vodafone. Vittorio Colao (A.D. del gruppo) in un&#8217;intervista al <a href="http://online.wsj.com/public/page/news-tech-technology.html"><em>Wall Street  Journal</em> </a>polemizza con il motore di ricerca accusandolo di  monopolizzare il mercato della pubblicità online. In particolare chiede alle autorità antitrust di fare attenzione al fatto che &#8220;<strong>l&#8217;80%  della publicità online finisce su un unico canale</strong>&#8220;, cioè su Google. &#8220;Riguardo a Google &#8211; dice l&#8217;a.d. di Vodafone &#8211;  dobbiamo essere in grado di accordarci liberamente sulla catena del  valore&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.raneri.it/blog/eng/wp-content/uploads/2009/09/google_evil.png" alt="" width="276" height="276" /></p>
<p>L&#8217;amministratore delegato di Google, <strong>Eric Schmidt ribatte che la  percezione che la sua azienda stia cercando di danneggiare le compagnie  wireless è sbagliata</strong> e che lavorare con Google nel settore  della banda larga puo&#8217; diventare molto redditizio: &#8220;Vi assicuro &#8211; dice &#8211;  che le società di telefonia mobile potranno avere in molti modi un  ritorno di profitti&#8221;.</p>
<p>Il famoso motto &#8220;don&#8217;t be evil&#8221; è in pericolo ?</p>
<p>Vi dico la mia:  Tutte le Aziende che hanno molta &#8220;fama&#8221;  e in mano, milioni e milioni di utenti/consumatori non sono ben viste da nessuno quasi mai. Vi porto ad esempio il caso Microsoft che da molti è considerata ancora oggi il male. Google soffre di questa malattia e soffre anche un pò di &#8220;protagonismo&#8221; , cioè voler entrare in molti settori che  fino a poco tempo fa, non avevano nulla a che fare con le proprie ricerche:  il settore della telefonia, il settore del socialmedia, dei sistemi operativi e tanti altri. Oltre questa invasione c&#8217;è stata anche qualche mossa sbagliata dell&#8217;Azienda, come: la questione sulla privacy di buzz, l&#8217;annuncio del ritiro dalla Cina e poi il clamoroso dietrofront, il porsi in contrasto con l&#8217;amico Apple e tanti altri micro casi che stanno mettendo in cattiva luce Google.</p>
<p>Riuscirà Google a ritornare pulita ?</p>
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		<title>Brava RAI</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Brava RAI.
Negli ultimi mesi ho notato che la madre di tutte le televisioni italiane sta puntando molto sul web. In primis con un sito ben fatto dove si posso vedere e rivedere le proprie trasmissioni preferite,  poi con la visione in live streaming di quasi tutti i suoi canali e in fine con la presenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brava RAI.</p>
<p>Negli ultimi mesi ho notato che la madre di tutte le televisioni italiane sta puntando molto sul web. In primis con un sito ben fatto dove si posso vedere e rivedere le proprie trasmissioni preferite,  poi con la visione in live streaming di quasi tutti i suoi canali e in fine con la presenza sui maggiori Social Network dove dispensa utili notizie a tutti i suoi utenti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.trackback.it/img/logo_raitv.gif" alt="" width="183" height="86" /></p>
<p>I numeri resi pubblici dall&#8217; <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2010/02/04/visualizza_new.html_1680472954.html">Ansa</a> confermano ciò,  infatti:</p>
<p>&#8220;La Rai a gennaio 2010 raggiunge il suo nuovo record assoluto con 7,2 milioni di utenti unici. Sono 116,6 milioni le pagine viste. I portali, rispetto a gennaio 2009, mettono cosi&#8217; a segno un +25% per gli utenti unici e +29% per le pagine viste, crescendo del 12% e del 15% sul mese precedente. A trainare l&#8217;offerta e&#8217; Rai.tv che, tra i canali in diretta e l&#8217;on demand, a gennaio tocca 2,6 milioni di utenti unici e 33,7 milioni di pagine viste.&#8221;</p>
<p>Da pochi giorni anche su Twitter si nota la sua presenza (<a href="https://twitter.com/RaiTv">@RaiTV</a>) con già molti followers e following per fare tesoro di tutti i consigli proposti dagli utenti.</p>
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		<title>La crisi del settore &#8220;Stampa&#8221;</title>
		<link>http://www.giuseppelabanca.com/la-crisi-del-settore-stampa/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 07:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti ne parlano di questa crisi del settore cartaceo e dell&#8217;editoria in generale da più di un anno. In tutte le manifestazioni, le riunioni o gli incontri in cui prendono la parola responsabili di riviste o di qualsiasi cosa che abbia a che fare con questo settore, non fa altro che dire: &#8220;Siamo in crisi&#8221;.

In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti ne parlano di questa crisi del settore cartaceo e dell&#8217;editoria in generale da più di un anno. In tutte le manifestazioni, le riunioni o gli incontri in cui prendono la parola responsabili di riviste o di qualsiasi cosa che abbia a che fare con questo settore, non fa altro che dire: &#8220;Siamo in crisi&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://www.vurdon.it/giornali.gif" alt="" width="345" height="259" /></p>
<p>In molti individuano nella rete e nell&#8217;avvento delle nuove tecnologie, le cause di questa crisi. La cosa che mi stupisce però è che nessuno cerca un rimedio o un evoluzione dei mezzi esistenti.</p>
<p>Uno dei mezzi per risollevare il settore possono essere gli ebook readers (kindle, ecc..) ma guardando su internet ho notato che in Italia sono disponibili solo due quotidiani in forma elettronica: <a href="http://www.amazon.com/La-Stampa/dp/B002HMCRJQ/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=digital-text&amp;qid=1255096490&amp;sr=1-1">LA STAMPA</a> e <a href="http://www.amazon.com/Corriere-Della-Sera/dp/B000IY0BIO">Il Corriere della Sera</a>. Per non parlare poi dei libri veri e propri che sono pochissimi e hanno lo stesso costo di un libro cartaceo.</p>
<p>Altro mezzo che può risollevare questo settore è quello delle news a pagamento che tanto piace a Murdoch che però prevede una grossa ristrutturazione dei siti delle testate. Basta con questi siti dove le &#8220;notizie spazzatura&#8221; regnano, basta con questi siti vetrina. Create dei siti a cui l&#8217;utente possa accedere mediante un costo forfettario e leggere le notizie che preferisce.</p>
<p>Questa crisi ogni giorno peggiora, è inutile restare a guardarla perchè non è una cosa passeggera, bisogna affrontarla con scelte ponderate e con un pizzico di rischio.  Aspettare ancora e fossilizzarsi su quello che si ha ora potrebbe rivelarsi una cattiva scelta.</p>
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		<title>Nuova interfaccia per MSN</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 10:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[home]]></category>
		<category><![CDATA[msn]]></category>

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		<description><![CDATA[Cambia l&#8217;interfaccia grafica di MSN. Al seguente link si può ammirare ed utilizzare la preview del popolare motore di ricerca di casa Microsoft.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cambia l&#8217;interfaccia grafica di MSN. Al seguente <a href="http://www.msn.com/preview.aspx">link</a> si può ammirare ed utilizzare la preview del popolare motore di ricerca di casa Microsoft.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.giuseppelabanca.com/archivio/MSN.png" alt="" width="540" height="367" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Working Capital Milano Telecom</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:31:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[telecom]]></category>
		<category><![CDATA[working]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi si è tenuto presso l&#8217;università Bocconi a Milano il  Working Capital Milano Telecom. Il progetto di Telecom che finanzia, aiuta e sostiene le idee innovative.

Ero presente, ho visionato tutte le idee e le discussioni ed ascoltato tutti i relatori. Mi preme sottolineare però come prima cosa le parole di  Franco Bernabè (A.D. Telecom [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si è tenuto presso l&#8217;università Bocconi a Milano il  <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2009/12/il-working-capital-tour-arriva-domani-a-milano/">Working Capital Milano Telecom</a>. Il progetto di Telecom che finanzia, aiuta e sostiene le idee innovative.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/themes/default/images/tour_milano.jpg" alt="" width="640" height="235" /></p>
<p>Ero presente, ho visionato tutte le idee e le discussioni ed ascoltato tutti i relatori. Mi preme sottolineare però come prima cosa le parole di <span class="status-body"><span id="msgtxt6733150931" class="msgtxt it"> Franco Bernabè (A.D. Telecom Italia): </span></span><span class="status-body"><span id="msgtxt6733150931" class="msgtxt it">&#8220;Internet non è una rivoluzione puramente tecnologica, ma sociale. E&#8217;</span></span><span class="status-body"><span id="msgtxt6729460440" class="msgtxt it"> il regno della libertà. Il sistema politico italiano non ha capito ancora che è il futuro. </span></span><span class="status-body"><span id="msgtxt6727450502" class="msgtxt it">Occorre uno sforzo collettivo per promuovere l&#8217;uso del web. </span></span><span class="status-body"><span id="msgtxt6727365127" class="msgtxt it">Otto milioni di famiglie potrebbero collegarsi a internet, ma non ne vede nessuna utilità, </span></span><span class="status-body">non c&#8217;è problema di offerta di connettività, ma di domanda. </span>Telecom Italia potrebbe offrire 20 Megabit al 60% della popolazione italiana<span class="status-body"><span id="msgtxt6727365127" class="msgtxt it">, ma </span></span><span class="status-body">ricerche demoscopiche Telecom affermano che il 40% degli italiani dice che internet è inutile. </span>Dobbiamo rimettere in moto la straordinaria capacità di innovare che l&#8217;Italia ha mostrato in passato.&#8221;</p>
<p>Parole giuste che fotografano la situazione italiana attuale. Si è focalizzata l&#8217;attenzione anche sulle restrizioni e filtri che sono tornate in primo piano in questi ultimi giorni con Luca De Biase che ha ricordato a tutti:<span class="status-body"> &#8220;Spiace ricordare il pericolo che il parlamento possa restringere e limitare la libertà di internet in Italia &#8221; e Tito Boeri che ha affermato : &#8221; </span> è impossibile pensare di poter  oscurare internet in Italia, il web è un contesto in cui bisogna soddisfare alcuni requisiti come sintesi, immediatezza, qualità, autorevolezza &#8221; e  Gianluca Dettori:&#8221; la biosfera è internet, la biosfera siamo noi&#8221; e ancora Alfonzo Gambardella: &#8220;Il modello Working Capital è il metodo con cui si amministrano progetti innovativi in Italia&#8221;, con la conclusione di  Massimo Mantellini:&#8221; l&#8217;innovazione si è spostata dai soliti luoghi ed è finita soprattutto nella Rete&#8221;.</p>
<p>Dopo la tavola rotonda siamo entrati nel vivo del Working Capital, cioè la presentazione delle idee, dei progetti tramite il metodo dell&#8217; elevator  pitch fino a sera. Quasi 40 presentazioni su diverse tematiche con comune denominatore l&#8217;uso di internet.</p>
<p>Ottima iniziativa da parte di Telecom,  una delle poche aziende italiane che mette a disposizione di chi ha una buona idea dei fondi, delle strutture delle conoscenze. Finalmente anche in Italia iniziamo a finanziare chi ha una buona idea, cosa che in America avviene da più di 15 anni, Telecom è la prima, speriamo che altre aziende la seguiranno presto.</p>
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		<title>Filtrare internet ??</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 21:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Labanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le vicende che hanno coinvolto il nostro presidente del consiglio, torna in primo piano la censura di internet. Tutti ne parlano ormai dei gruppi su Facebook pro e contro il gesto e il personaggio che ha attentato alla vita di Silvio Berlusconi.

Prendo spunto da una frase del film Matrix:
L&#8217;Architetto: La prima Matrix che disegnai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le vicende che hanno coinvolto il nostro presidente del consiglio, torna in primo piano la censura di internet. Tutti ne parlano ormai dei gruppi su Facebook pro e contro il gesto e il personaggio che ha attentato alla vita di Silvio Berlusconi.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://jasonhenle.files.wordpress.com/2009/04/319148677v3_350x350_front.jpg" alt="" width="249" height="249" /></p>
<p>Prendo spunto da una frase del film Matrix:</p>
<p><strong>L&#8217;Architetto</strong>: La prima Matrix che disegnai era assolutamente perfetta, un&#8217;opera d&#8217;arte, impeccabile, sublime; un trionfo eguagliato solo dal suo monumentale fallimento. L&#8217;inevitabilità del suo destino mi è ora evidente quale conseguenza dell&#8217;imperfezione intrinseca dell&#8217;essere umano. Perciò la riprogettai basandomi sulla vostra storia per rispecchiare con accuratezza le espressioni grottesche della vostra natura, tuttavia venni ancora frustrato dal fallimento. In seguito giunsi alla conclusione che la risposta mi sfuggiva perché esigeva una mente inferiore, se vogliamo una mente meno vincolata della mia a parametri di perfezione;</p>
<p>La libertà è un bene, Internet è una cosa meravigliosa. Piena di sapere, piena di uomini e donne e non di sole macchine, piena di emozioni,piena di informazioni. Le anomalie ci sono e ci saranno sempre, ma sono una nicchia, una percentuale molto bassa. Non bisogna quindi limitare Internet ma estirpare queste anomalie.</p>
<p>Lo strumento non ha colpe, gli imbecilli si.</p>
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