In questi giorni Microsoft ha reso pubblici i dati della ricerca sulla Cyberchondria
Da questi dati si evince che molti utenti cercano su internet quindi sui motori di ricerca le proprie patologie e i sintomi del proprio disturbo da integrare alle informazioni fornite dal proprio medico. Ma dalla ricerca si nota che internet ha la potenzialità di accrescere l’ansia delle persone che hanno poche conoscenze nel campo, soprattutto quando queste utilizzano il web per ottenere una diagnosi ai propri mali.

Questi dati non sono da vedere come un monito “Non consultate internet per informazioni su patologie o sintomi” (come hanno fatto molti giornali e blog) ma come un avvertenza. Internet è un grande raccoglitore dove non tutto è certificato, non tutte le informazioni sono veritiere, quindi “su ogni cosa” c è da applicare un filtro e non credere al solito asino che vola ed allarmasi.








