Chi possiede la maggior parte dei Server di Internet ?

di Giuseppe Labanca, in Ricreazione..
18 aprile 2010 – 16:30

via : nòva

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Caso: Google Video

di Giuseppe Labanca, in Comunità, web 2.0
12 aprile 2010 – 12:08

“Non esiste la sconfinata prateria di internet dove tutto è permesso e niente può essere vietato, pena la scomunica mondiale del popolo del web. Esistono invece leggi che codificano comportamenti che creano degli obblighi che ove non rispettati conducono al riconoscimento di una penale responsabilità”. Cosi scrive il giudice Oscar Magi per motivare la condanna inflitta il 24 febbraio dal tribunale di Milano a tre dirigenti di Google.

“L’informativa sulla privacy”, scrive il giudice Magi, “era del tutto carente o comunque talmente nascosta nelle condizioni generali del contratto da risultare assolutamente inefficace per i fini previsti dalla legge”. La condanna dei dirigenti di Google, infatti, chiarisce il magistrato, “non viene qui costruita sulla base di un obbligo preventivo di controllo sui dati immessi”, ma per “un insufficiente (e colpevole) comunicazione degli obblighi di legge”, riguardo l’informativa sulla privacy.

Fonte: repubblica.it

Oggi il giudice ha chiarito le cose sul caso Google. In molti in questo ultimo mese si erano mobilitati per la causa, anche l’ambasciata Usa a Roma aveva criticato la sentenza, sostenendo che «il principio fondamentale della libertà di internet è vitale per le democrazie», ma le polemiche non si placano, in molti rivendicano la “bontà” di Google e di punire non il mezzo su cui viene veicolato il video ma gli autori dello stesso. Il giudice però, mette in risalto che la condanna di Google, “non viene qui costruita sulla base di un obbligo preventivo di controllo sui dati immessi” ma, per “un insufficiente (e colpevole) comunicazione degli obblighi di legge”, riguardo l’informativa sulla privacy.

In parole semplici, si legge nelle motivazioni, “la scritta sul muro non costituisce reato per il proprietario del muro. Ma il suo sfruttamento commerciale può esserlo, in determinati casi e determinate circostanze”. La responsabilità dolosa dei tre dirigenti è stata riconosciuta nel “fine di profitto” e del “interesse economico”. Per accertare l’illecito trattamento di dati personali e sensibili serve, come chiarisce il giudice “il fine di profitto, richiesto dalla norma specificamente per la sussistenza del dolo”. E nel caso concreto, prosegue il magistrato, tale fine “era, evidentemente, ricollegabile alla interazione commerciale ed operativa esistente tra Google Italy e Google Video”.

Google afferma : “Come abbiamo detto nel momento in cui la sentenza è stata annunciata, questa condanna attacca i principi stessi su cui si basa internet. Se questi principi non venissero rispettati, il web così come lo conosciamo cesserebbe di esistere e sparirebbero molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologiche che porta con sè. Si tratta di importanti questioni di principio”, conclude la società, “ed è per questo che noi e i nostri dipendenti faremo appello contro questa decisione”.

Qui la sentenza completa.

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WePad il tablet europeo ?

di Giuseppe Labanca, in Comunità
30 marzo 2010 – 19:11

In questi giorni tutti parlano del nuovo dispositivo Apple, iPad. Tra pochi giorni questo sarà commercializzato, prima negli Stati Uniti e poi in Europa e quindi anche a noi utenti italiani.  In molti si chiedono se sarà un grande successo o un grande flop.

Tutti si chiedono se: Apple riuscirà a cambiare le abitudini di molti utenti? Riuscirà a commercializzare il suo device? Riuscirà a portare tutti i contenuti cartacei “dentro” il suo prodotto?

Molte risposte, le avremo tra non molti giorni, ma quello che mi preme segnalare e che nuovi dispositivi e nuovi contenuti sono pronti altrove.

Il tablet wePad di Neofonie è quasi pronto ed è davvero interessante. Ha uno schermo da 11,6 pollici ma soprattutto ha come sistema operativo Android.  Un dispositivo che potenzialmente  ha tutte le caratteristiche tecniche per mettere in seria difficoltà l’iPad di Apple. Lo schermo ha una risoluzione di 1366×768 pixel, un processore Intel Atom N450 a 1,66 GHz di frequenza, unità grafica Intel GMA3150, unità di memoria flash da 16GB o 32GB NAND (+ slot microSD), una webcam integrata, due porte USB, un lettore di schede di memoria e un modem UMTS/HSDPA. Lo schermo sarà capacitivo e supporterà il multitouch,  saranno disponibili le tecnologie Air e Flash di Adobe integrate nel browser e nel sistema, così come il Market di Android e un market appositamente sviluppato da Neofonie ed un prezzo non ancora dichiarato.

Notizia di oggi è che: Il più grande editore  tedesco Gruner + Jahr di Amburgo, abbia deciso di fare a meno di iPad per la distribuzione dei contenuti delle sue 285 pubblicazioni periodiche, in più di 20 paesi.

Ma quello che alletta gli editori europei (Gruner non è l’unico, per ora, ad aver mostrato interesse per il WePad, anche in Italia non risultano accordi tra Apple ed editori nazionali) è anche la piattaforma WeMagazine, appositamente sviluppata dalla Neofonie per facilitare la conversione a un formato “tablet” dei magazine cartacei. Una sorta di SDK solo per riviste.

Vedremo quale sarà lo scenario nei prossimi mesi. Sarà premiato l’ appeal di Apple ? Microsoft entrerà in maniera prepotente nel settore ? e WePad ?

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Alla “riscoperta” di Internet

di Giuseppe Labanca, in Comunità, web 2.0
18 marzo 2010 – 04:59

In questi giorni in molti hanno dovuto ricredersi sulle potenzialità di internet.  Si “riscoprono”  funzioni utili che da molti erano state ignorate e che ora vengono usate per veicolare informazioni, idee, propagande, politica.

Su Facebook i gruppi pro o contro quel candidato non si contano più, le fan page aumentano a vista d’occhio, gli inviti ad eventi elettorali, manifestazioni sono uno strumento sempre più utilizzato, nascono blog dove il partito o il singolo candidato si confronta con i possibili elettori, nascono web tv dove si tengono dibattiti politici (non consentiti sulla tv di stato) viene usato youtube  per documentare il lavoro svolto o le promesse non mantenute.

Si riscopre internet come strumento di comunicazione, si riscopre, quanto internet è potente e che con piccole iniziative non molto dispendiose sia a livello economico che umano si riesca a inviare un messaggio a molti utenti (elettori).

Peccato che finite le elezioni tutto finisce.

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Provenienza geografica degli utenti Facebook

di Giuseppe Labanca, in Ricreazione..
4 marzo 2010 – 09:22

Provenienza geografica degli utenti Facebook.

Gli utenti più attivi :

Fonte: radar.oreilly.com

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