Digital Diary of Basilicata

di Giuseppe Labanca, in Comunità, web 2.0
4 novembre 2011 – 07:05

Oggi vi parlo di un progetto digitale di una regione del sud Italia, la Basilicata.

Sette giovani artisti, in tour per sette giorni tra le bellezze lucane, hanno realizzato sette video che racconteranno sul web la Basilicata turistica utilizzando i linguaggi e le strategie del marketing e della comunicazione.

L’iniziativa si chiama Digital Diary ed è nata da una idea dell’Apt Basilicata che ha selezionato, con bando pubblico i 7 artisti, videomaker, blogger e creativi di tutto il mondo, tutti al di sotto dei 35 anni, con lo scopo di ottenere video-racconti creati in esclusiva in una prospettiva nuova, giovane e poco formale, nonché di inserirsi con lavori realizzati ad hoc in svariate piattaforme web attraverso una diffusione di marketing virale.

Questi i nomi dei sette artisti:

Haleigh Walsworth, 23 anni, californiana e vive a Parigi,Caspar Diederik, 32 anni da Haarlem, Olanda, Erica Kobren, 25 anni dalla Virginia, USA, Matthew Brown, 27 anni da Seattle, USA, Christopher Tierney, 29 anni da Galway, Irlanda, Mark Hofmeyr, 30 anni di Città del Capo, Sud Africa e Luca Acito, 33 anni di Matera.

In questi sette giorni, i sette protagonisti, hanno percorso circa 1.200 km in auto, in barca, a piedi, in quad e persino trainati da buoi. Gli artisti anno visitato la Basilicata dal 25 settembre scorso al 1° ottobre, partendo da Matera per approdare alla città fantasma di Craco Vecchia, proseguire per il quartiere arabo della Rabatana di Tursi, il Parco del Pollino, il Volo dell’Angelo a Castelmezzano, a Maratea, Barile e in molti altri luoghi magici da loro scelti.

Vi invito a visionare il canale youtube DigitalDiaryItaly dove troverete tutti i video del progetto.

Insomma, una bella iniziativa, non troppo costosa che punta ad un pubblico giovane e fa conoscere e valorizza una regione del sud Italia. I video sono ben fatti, si discostano dal tradizionale documentario lento e noioso. Come si vede dal backstage per la realizzazione, sono stati utilizzati sia videocamere che fotocamere dslr. Per curare il web format, l’Apt Basilicata si è avvalsa dei servizi di Mikaela Bandini, conosciuta nel web per progetti come: Viaggi di Architettura e Urban Italy.

Bella idea!

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Teechpad

di Giuseppe Labanca, in web 2.0
3 novembre 2011 – 10:20

Cosa è Teechpad ?

Lorenzo Bruno, ci ha spiegato nel pitch tenuto nella tappa milanese del working capital, che TeechPad è una piattaforma che permette di creare in modo facile e veloce applicazioni di e-learning utilizzabili sia in aula, durante lezioni frontali, che per l’insegnamento a distanza, compatibili con dispositivi mobili come i tablet.

Questo progetto è stato premiato con una borsa di ricerca dagli esperti del settore. Speriamo che questa startup riesca a decollare, perché secondo il mio parere, l’idea è valida e potrebbe portare innovazione nel settore dell’educazione/apprendimento.

Se siete una scuola, un azienda o qualsiasi altro istituto che fa formazione, anche semplicemente ai propri dipendenti, lasciate la vostra email sul sito Teechpad.com, potreste essere contattati per la fase di testing.

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Io sono Paola.

di Giuseppe Labanca, in Comunità
14 novembre 2010 – 11:36

” Si chiama Paola. Paola Caruso. E’ una giovane giornalista. Precaria. Come tanti. Come troppi. Ha deciso di fare lo sciopero della fame per protestare contro la mancata assunzione al Corriere della Sera. Da sette anni lavora per il Corriere, da tre anni ha un contratto di collaborazione coordinata e continuata (co.co.co), cedolino, Cud, con il quotidiano di via Solferino. Ma quando si è liberato un posto (a tempo determinato) per le dimissioni di un redattore, l’azienda le ha preferito un ragazzo proveniente dalle scuole di giornalismo. Che si tratti di una di quelle scuole dove insegnano, lautamente pagati, alcuni dei direttori e delle principali firme dei più grandi quotidiani nazionali, che sono poi i giornalisti che danno disposizioni su chi deve essere assunto e chi no nelle loro testate? Dal blog di Paola non si capisce. Ma il dubbio resta.

Andiamo avanti. Scrive Paola sul suo sito: “Aspetto da tempo un contratto migliore, tipo un art. 2. Per raggiungerlo l’iter è la collaborazione. Tutti sono entrati così. E se ti dicono che sei brava, prima o poi arriva il tuo turno. Io stavo in attesa.  La scorsa settimana si è liberato un posto, un giornalista ha dato le dimissioni, lasciando una poltrona (a tempo determinato) libera. Ho pensato: “Ecco la mia occasione”.

Neanche per sogno. Il posto è andato a un pivello della scuola di giornalismo. Uno che forse non è neanche giornalista, ma passa i miei pezzi. Ho chiesto spiegazioni: “Perché non avete preso me o uno degli altri precari?”. Nessuna risposta. L’unica frase udita dalle mie orecchie: “Non sarai mai assunta”. Non posso pensare di aver buttato 7 anni della mia vita. A questo gioco non ci sto. Le regole sono sbagliate e vanno riscritte. Probabilmente farò un buco nell’acqua, ma devo almeno tentare. Perché se accetto in silenzio di essere trattata da giornalista di serie B, nessuno farà mai niente per considerarmi in modo diverso”. Forza Paola. “

FORZA PAOLA, NON MOLLARE !

Via: ilfattoquotidiano.it

Gruppo Facebook: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_128788373846486&ap=1

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Google vuole sostituire il JPEG con un nuovo formato.

di Giuseppe Labanca, in Ricreazione..
1 ottobre 2010 – 05:47

Si apprende oggi che google sta lavorando ad un nuovo formato per le immagini per sostituire il famoso e ormai consolidato JPEG. Questo nuovo formato prende il nome di Webp.

Google spiega, che le immagini sono la causa principale della latenza nel caricamento delle pagine. I formati attuali sono stati scritti più di dieci anni fa, ma nel frattempo la ricerca è andata avanti. Il formato WebP è la risposta di Google con cui vuole diminuire la dimensione delle immagini mantenendo la stessa qualità e risoluzione.

WebP è lossy come JPEG si basa sugli stessi algoritmi utilizzati per VP8, il codec video open source rilasciato da Google in maggio. Per avere una stima della bontà del formato sono state prese a caso 1.000.000 di immagini dalla rete e codificate in WebP con un risparmio medio del 39% di byte.

Penso sia molto difficile imporsi con un nuovo formato, il JPEG ormai è consolidato e ramificato in tutti i settori dove sia presente un immagine. Tutto o quasi quello che vediamo è jpeg, ad eccezione di alcuni settori di nicchia.

Sarà l’ennesimo buco nell’acqua o una nuova innovazione ?

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Mediaset premium vs Sky

di Giuseppe Labanca, in Ricreazione..
29 settembre 2010 – 04:29

Vi ricorda qualche altro spot che ha fatto impazzire gli utenti mac e windows per caso ?

Via: FriendFeed

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